La POWERSAFE progetta impianti chiavi in mano con potenze standard comprese tra i 25 e i 5.000 kW, soddisfando tutte le esigenze di generazione o cogenerazione. Gli impianti possono essere installati in maniera modulare in modo da soddisfare la potenza richiesta in modo da creare molteplici soluzioni aggiuntive rendendo l'impianto creato alle singole esigenze di richiesta.

Assistenza e manutenzione

La POWERSAFE ha un servizio di manutenzione e assistenza tecnica che garantisce il funzionamento dei gruppi fino a 8000 ore l’anno e un presidio costante attraverso un idoneo sistema di monitoraggio e telecontrollo.

Servizi finanziari

 

All'interno di POWERSAFE vi è una struttura dedicata che, operando in collaborazione con importanti partner del settore, garantisce una completa assistenza sia per quanto riguarda il reperimento delle idonee coperture finanziarie, sia per quanto riguarda l'ottenimento di eventuali contributi, finanziamenti e garanzie, ottimizzando strumenti comunitari nazionali e regionali.

Il D.M. del Mistero del Ministero dello Sviluppo economico 6 luglio 2012 ha aggiornato le tariffe incentivanti per gli impianti a biomasse gli incentivi. Il nuovo regime permetterà di raggiungere e superare gli obiettivi europei delle energie rinnovabili attraverso una crescita virtuosa, basata su un sistema di incentivazione equilibrato e con ricadute sull'economia italiana tale da ridurre l'impatto sulle bollette di cittadini e imprese.

Gli impianti potranno accedere agli incentivi con tre modalità: direttamente, con l'iscrizione ad appositi registri e attraverso aste al ribasso.

Prima di progettare un impianto a biomassa è preferibile seguire alcune fasi/attività di fattibilità per poter decidere correttamente l’investimento:

  • Quantità di biomassa disponibile.
  • Reperibilità e eventuali alternative di rifornimento e stoccaggio di biomassa.
  • Studiare la fattibilità amministrativa dell’impianto, verifica e stima del potenziale economico e dei costi di sviluppo e di realizzazione.
  •  Valutare attentamente i vincoli amministrativi ed ambientali dell’area.

Lo studio di fattibilità completo del sito di vs. interesse sarà finalizzato alla realizzazione di un impianto biomassa che sfrutti ed ottimizzi la risorsa disponibile riducendo i rischi e massimizzando le rese nel tempo.

La POWERSAFE analizza ogni variabile finalizzando la verifica dei costi e dei rientri economici, la scelta delle tecnologie più appropriate ed il loro dimensionamento.

Gli elementi di costo di investimento che vengono considerati sono i seguenti:

  • Costo opere civili
  • Costo opere termiche ed idrauliche
  • Costo opere elettromeccaniche
  • Costo progettazione ed autorizzazione
  • Costo della connessione in rete, della Cabina Utente e della linea BT-MT

A fianco di questi costi vengono considerati i costi di natura ricorrente:

  • Costi di esercizio
  • Costi di manutenzione

I costi vengono comparati con i ricavi derivanti da:

  • Vendita di energia elettrica o risparmio di energia elettrica.
  • Vendita energia a tariffa omnicomprensiva o cumulo con la vendita dei certificati.
  • Vendita dell’energia termica o impiego in processi industriali derivati.
  • Proventi da altri incentivi.

Qualora il risultato economico derivante dall'applicazione al progetto di un business plan con le voci sopra indicate fornisca un risultato accettabile, l’imprenditore potrà procedere con la fase di progettazione ed autorizzazione nella quale si procederà anche alla presentazione del progetto e relativo Business Plan presso istituti di credito per la delibera di finanziabilità.

Consigliamo sempre di effettuare studi di fattibilità completi per gli impianti biomassa.

Il costo dello studio sarà interamente decurtato dal successivo ordine di progettazione, autorizzazione e fornitura chiavi in mano della centrale a biomassa.

Cogenerazione - Trigenerazione

La cogenerazione si basa quindi sul riutilizzo del calore generato durante la fase di produzione di energia elettrica.

La cogenerazione (processo di produzione contemporanea sia di energia meccanica, solitamente trasformata in corrente elettrica, che di calore utilizzabile per riscaldamento e/o processi produttivi-industriali), è una soluzione impiantistica finalizzata ad aumentare l’efficienza dei processi di produzione energetica grazie alla generazione simultanea di energia elettrica e termica partendo da una singola fonte di energia primaria.

I sistemi di cogenerazione generalmente prevedono un unico impianto integrato, costituito da un motore primario, che trasforma l’energia chimica del combustibile in energia meccanica, un generatore, che converte l’energia meccanica in energia elettrica e un sistema di recupero termico, che recupera il calore da diversi punti del motore primario, rendendolo fruibile.

La micro cogenerazione è l’applicazione dello stesso principio a impianti di piccola taglia, tipicamente da poche decine di kW a 1 MW, generalmente installati in prossimità di utenze finali. L’energia termica recuperata può essere utilizzata in diversi modi, tra i quali: in processi produttivi industriali, per riscaldamento o rinfrescamento di edifici, per produrre ulteriore energia elettrica. Il rendimento complessivo di un impianto di cogenerazione è nettamente superiore rispetto a quello che si avrebbe dalla produzione separata delle diverse forme energetiche. Gli impianti cogenerativi ovvero trigenerativi (producono energia frigorifera mediante gruppi ad assorbimento) possono essere alimentati da oli animali, vegetali, ovvero syngas. Tali fonti rinnovabili hanno diritto ad usufruire delle tariffe incentivanti da parte del GSE (tariffa onnicomprensiva o certificati verdi).

Olio vegetale e animali

Fra le biomasse, una parte importante è costituita dagli oli vegetali ottenuti per estrazione o frangitura da semi di specie vegetali dette appunto oleaginose (mais, girasole, colza, soia, palma per citarne solo alcune).

L’olio vegetale che può essere utilizzato nei motori per produzione energetica che può essere di derivazione diretta dal seme oleaginoso o che può derivare dal recupero di oli vegetali usati per altri scopi.

Nel caso della produzione diretta, generalmente si utilizza l’olio di colza, girasole, soia, palma o jatropha.

L’utilizzo di un impianto a olio vegetale, se comparato con un impianto a combustibile fossile, permette una riduzione delle emissioni gassose prodotte dai motori.

Consente inoltre l’azzeramento del bilancio globale dell’anidride carbonica: la CO2 prodotta durante la combustione degli oli vegetali è compensata da quella utilizzata nel processo di fotosintesi dalle colture oleaginose stesse.

Per quanto riguarda le emissioni gassose, la combustione di oli vegetali è migliore grazie alla presenza di ossigeno all'interno della sua molecola, che non contiene inoltre idrocarburi policiclici aromatici e zolfo, si ha quindi una riduzione degli inquinanti e della pericolosità delle emissioni. Si ha inoltre una diminuzione anche delle emissioni di particolato fine (PM10) e di monossido di carbonio.

Un altro tipo di olio che può essere utilizzato per alimentare un motore cogenerativo è l'olio derivante da grasso animale. Che ha differenza dell'olio vegetale, viene ricavato solo dagli scarti.

Di conseguenza non viene sottratto nulla a quello che può essere a produzione agricola destinata ai mercati alimentari a ad alimentare la popolazione mondiale.

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